Polemiche, rancori associativi e personali alimentati da appartenenze politiche diverse, cariche dirigenziali che danno un po’ alla testa, convinzione di avere la verità in tasca e via di questo passo…non se ne può più e intanto continuiamo a dividerci su tutto, persino se “caccia” si scrive con la i o senza.
E’ mai possibile discutere ancora sulla teleprenotazione, se farla via internet, con sms, con mms, tramite il numero 899 o usando (fra breve qualcuno lo proporrà) il navigatore satellitare?
La Regione Toscana non sopporta più i costi di gestione per la teleprenotazione?
Bene, è arrivato il momento di dichiararne ufficialmente la sua inutilità, le Associazioni dovrebbero trovare quell’unità necessaria per convincere chi parla il politichese che il controllo degli spostamenti è “operazione venatoria antidemocratica” e copiare chi la mobilità, dal 1995, la gestisce in modo diverso, senza per questo aver alimentato invasioni di “cacciatori clandestini” negli ATC.
Invece tutti contro tutti, alla ricerca delle responsabilità da affibbiare e quello che più mi da fastidio è il solito, stucchevole sproloquio contro la Libera Caccia, senza prima essersi sciacquati la bocca.
Regione Umbria, R.R. 19/95, articolo 15 “A ciascun cacciatore residente anagraficamente in Umbria e iscritto in uno degli ATC umbri è altresì consentito l’esercizio venatorio alla selvaggina migratoria negli ATC ricompresi nel territorio regionale, per un numero massimo di trenta giornate, senza il pagamento della quota d’iscrizione“.
E’ difficile “esportare” questi miseri concetti umbri nella regione confinante, a tutto vantaggio dei cacciatori toscani?
In Umbria, in tredici anni, tutto è filato liscio e pur se la nostra regione ha due sole Province e tre soli ATC (anche questo parametro potevate copiare!!!), i cacciatori locali non si sono presi a fucilate.
Per regolamentare invece la mobilità fra regioni confinanti, non è sufficiente un semplice accordo fra Assessori, che stabilisca un pacchetto di giornate da utilizzare tramite indicazione sui rispettivi tesserini venatori, visto che è stato dimostrato che i mille ingressi giornalieri che la Toscana concede all’Umbria non sono stati mai superati?
Troppo difficile, per qualcuno complicare la vita è sinonimo di “controllo”, il “nomadismo venatorio” è fenomeno da combattere e estirpare, ma costringere a usare computer e cellulare è cinismo puro…senza polemica, per carità!!!Stefano Tacconi
ANLC Umbria