Convocato dal Presidente Fidc Toscana Romeo Romei, presso la sede Arcicaccia Toscana in Via di Mercadante a Firenze, il 3 giugno si è svolta una riunione di tutti i rappresentanti delle associazioni venatorie regionali. Tema della riunione: il servizio di teleprenotazione per le giornate in mobilità. Si è appreso che, visto i recenti tagli alla spesa, la regione Toscana non può più garantire il servizio di teleprenotazione mediante l’uso del telefono fisso o del cellulare. Non sono in grado di dire con precisione quanto costava alla Regione questo servizio, ma si trattava di diverse decine di migliaia di euro di sicuro. La Regione quindi, sembra sia già partita, autorizzata non so da chi, con un servizio di prenotazione tramite e-mail (posta elettronica).
Visto la difficoltà evidente che specialmente gli anziani o comunque tutti quelli che non hanno dimestichezza col computer può venirsi a creare, ci è stato proposto dai rappresentanti di Arcicaccia e Fidc di sopperire noi Associazioni, gestendolo in proprio, con un ulteriore servizio che possa dare la possibilità di prenotare col telefono come prima. Questo servizio ha i suoi costi: 33000 euro più iva l’acquisto dei macchinari (computer, personale, creazione del programma) e 26000 euro per la gestione annuale, il tutto finanziato dalla Regione. Il numero da fare sarà non più lo 055 (che già costava 2 euro a prenotazione e per 20 giornate si pagava un altro atc) ma un 899, e su questo non faccio commenti!!
C’è stato un invito quindi, da parte delle suddette associazioni all’unità di intenti affinchè tutti firmassimo un documento di approvazione che (ma guarda caso!) era già stato predisposto. Nel mio intervento come Liberacaccia Toscana ho specificato quanto segue:
- Che Liberacaccia è sempre stata contraria alla teleprenotazione
- Che comunque il servizio di teleprenotazione una cosa utile l’ha dimostrata, e lo ha fatto con i numeri e non con i discorsi: tutto quel nomadismo di cui si è cianciato per anni non esiste
- Che i cacciatori toscani sono fortemente diminuiti dal tempo in cui la teleprenotazione fu installata, ormai diversi anni fa
- Che il forte aumento di benzina e gasolio è un altro importante deterrente agli spostamenti dei cacciatori sul territorio
Ho quindi proposto alle altre Associazioni di chiedere alla Regione di rinunciare al servizio di teleprenotazione, ormai obsoleto, inutile e costosissimo, sia per le tasche della Regione (si parla di quasi 100.000 euro, la matematica nonè un opinione) sia per quelle dei cacciatori, che facendo un 899 rischiano di prenotare una chat line con delle belle signore, invece dei tordi. Si potrebbe, visto che il tesserino venatorio è già predisposto, segnare nello spazio “mobilità” e poi, in fondo nello spazio giallo, la giornata e l’atc prescelto, molto semplice per tutti, per le consuete 20 giornate. Ebbene questa mia proposta non solo è stata seccamente bocciata, ma mi è stato detto addirittura che ho fatto una provocazione, sono stato guardato come uno che ha tirato fuori una enorme baggianata…ho dovuto quasi difendermi.
Ma io, nel difendere i cacciatori mi sento un talebano, e siccome, a differenza di altri io a caccia ci vado, il terreno di caccia lo calco quotidianamente e so che cosa vuol dire, ho tirato dritto per la mia strada e il documento predisposto non l’ho firmato in quella sede e non ho alcuna intenzione di firmarlo. Sentiti successivamente i presidenti provinciali ANLC toscani ho avuto consenso pieno da tutti e quindi questo è quanto: La Liberacaccia è l’unica associazione venatoria toscana che ha dissentito. Inoltreremo alla Regione la nostra richiesta ufficiale di abolire il servizio telematico per la teleprenotazione e andremo avanti senza ripensamenti. I cacciatori giudicheranno.
Alessandro fulcheris - ANLC Toscana