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Ministro Brambilla: Ecco l'emendamento ripristina calendario venatorio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 04 Marzo 2010 10:17

michela-brambilla_24384Il testo della titolare del Turismo, che modifica la disciplina dei calendari venatori approvata la settimana scorsa a Palazzo Madama, è stato inviato al ministero dell’Ambiente. Prestigiacomo: ”Rimedieremo al colpo di mano del Senato’
Roma, 3 feb. (Adnkronos/Ign) – E’ in arrivo un emendamento del ministro Brambilla per ripristinare i vecchi limiti della stagione venatoria. Ad annunciarlo è una nota del dicastero. “L’ufficio legislativo del ministero del Turismo – si legge – ha predisposto un emendamento alla legge comunitaria 2009 che modifica la disciplina dei calendari venatori approvata la settimana scorsa in Senato. Il testo, da sottoporre a tutti i ministri interessati, ripristina il calendario dal 1 settembre al 31 gennaio praticamente abolito per i volatili, stabilisce quali sono le specie cacciabili e reintroduce il parere vincolante del ministero dell’Ambiente per le deroghe proposte da Regioni e Province autonome.
“Non è buona politica – commenta il ministro Michela Vittoria Brambilla – incidere su leggi di sistema con emendamenti estemporanei, senza una preventiva e approfondita discussione nel governo e nella maggioranza. L’emendamento è già stato inviato al ministero dell’Ambiente – continua il ministro – e se alla collega Prestigiacomo andrà bene, lo proporremo anche agli altri ministeri competenti affinché venga presentato come emendamento governativo”.

Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha dichiarato da parte sua che ”è intenzione del governo rimediare al ‘colpo di mano’ avvenuto in Senato, evitando una deregulation in un delicatissimo settore come quello della caccia, che deve obbedire ad esigenze di tutela ambientale ed è rigidamente disciplinato da normative europee”.

Il ministero dell’Ambiente ha presentato venerdì scorso, all’indomani della votazione in Senato, un emendamento al testo sulla caccia approvato da Palazzo Madama. L’emendamento del ministero punta a ripristinare l’intesa che era stata raggiunta e che è poi stata disattesa dalla votazione del Senato.

Con l’emendamento presentato, si legge in una nota, il ministero dell’Ambiente punta ad eliminare la possibilità delle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio, specie dei volatili, senza sottostare alla validazione vincolante da parte dell’Istituto per la Ricerca e Protezione Ambientale (Ispra).

”Lo stop di Brambilla e Prestigiacomo sulla caccia è una buona notizia – afferma in una nota Ermete Realacci (Pd) – Prendiamo atto della presa di posizione dei due ministri e di altri esponenti della maggioranza, schierati contro lo scellerato emendamento presentato dai loro colleghi in Senato”.

”Si tratta di una vera e propria deregulation, un via libera alla caccia estrema, contrario non solo alla normativa europea ma a quanto pensano la maggior parte degli italiani e anche la parte responsabile del mondo venatorio, che chiede una caccia dentro le regole – conclude Realacci – Verificheremo la tenuta di questa posizione nel prossimo voto alla Camera. Resta il fatto che su questa vicenda il governo si è dimostrato almeno sciatto e distratto”.

Anche Legambiente plaude ai segnali che arrivano da Prestigiacomo e Brambilla. ”Ci auguriamo che l’impegno annunciato oggi dai ministri dell’Ambiente e del Turismo si concretizzi al più presto, trovando pieno sostegno da parte dell’intero governo, che deve tornare sui suoi passi”, dice Antonino Morabito, responsabile Fauna dell’associazione ambientalista.

”Se il testo passato al Senato rimanesse sostanzialmente inalterato – aggiunge Morabito – comporterebbe, infatti, un gravissimo attacco alla natura e alla fauna. Devono assolutamente essere reintrodotti limiti alla stagione venatoria certi e uguali per tutto il Paese e, come chiede l’Unione Europea, anche l’esplicito divieto di caccia ai migratori nei periodi di riproduzione e di migrazione”

Commenti

avatar Fulvio
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Strano, si parla tanto di Europa ma quando cerchiamo di uniformarci ad essa, non va bene niente di quello che si propone, senza per altro avere proposte alternative, solo divieti, imponizioni e disinformazione da parte dei media.
Senza contare il fatto che l' anticaccia medio abita al terzo piano di una via del centro citta' e va in campagna solo la domenica pomeriggio, rigorosamente in macchina....
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