mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOGGI155
mod_vvisit_counterIERI426
mod_vvisit_counterSETTIMANA1790
mod_vvisit_counterULTIMA SETTIMANA2777
mod_vvisit_counterMESE3291
mod_vvisit_counterULTIMO MESE12767
mod_vvisit_counterTOTALI147796

We have: 2 guests, 3 bots online
Your IP: 38.107.191.96
 , 
Today: Set 09, 2010


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates

Anlc: Umbria, ne è valsa la pena? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 01 Ottobre 2009 14:32

anlcMille polemiche hanno accompagnato anche quest’anno la scelta di “che tipo” di apertura stabilire con calendario venatorio ed ha prevalso, nonostante tre Associazioni su cinque abbiano optato per la 1^ e la 2^ domenica di settembre, a stanziale e migratoria in forma vagante e da appostamento, spalmando la pressione su più specie, la scelta politica di stravolgere le tradizioni umbre per uniformarle a quelle delle regioni confinanti, in cambio di più ospitalità oltre confine.
NE E’ VALSA LA PENA???
Due giornate di caccia da solo appostamento (2 e 6 settembre) durante le quali è stato “prelevato” non meno del 70 per cento del contingente di Colombacci nostrani anche da parte di chi, per scelta, questa forma di caccia non pratica mai durante l’anno e cinque giornate fisse anche in forma vagante (20-23-26-27 e 30 settembre) nel corso delle quali è “caduto” sul campo non meno dell’80 per cento della selvaggina stanziale residua (di cattura e di allevamento) che aveva superato i rigori dell’inverno, la mancanza di territori idonei, la pressione dei nocivi e la progressiva perdita della capacità di riproduzione naturale.

NE E’ VALSA LA PENA???
Migliaia di capi immessi sul territorio dai tre A.T.C. umbri (molti, troppi di allevamento e pochi, in proporzione, di cattura certificata), altrettanti lasciati con sforzi economici dalle strutture locali delle Associazioni Venatorie, altri ancora, con pieno diritto, liberati da gruppi di cacciatori volonterosi, per constatare che dal 1 al 18 ottobre la caccia alla selvaggina stanziale sarà possibile solo ed ancora a giorni fissi e nei confronti dei capi residui che hanno superato la prima, massiccia pressione venatoria.
NE E’ VALSA LA PENA???
Un Discreto numero di Zone Ripopolamento e Cattura istituite sulle aree di elevato pregio faunistico-venatorio dei tre A.T.C. umbri, poche funzionano, per le altre meglio giocare una tripla, tutte comunque finanziate con i proventi delle tasse regionali e nonostante tutto i risultati riscontrabili sul territorio sono quelli che i cacciatori toccano con mano al termine di una giornata venatoria.
NE VALE LA PENA???
La Libera Caccia insegue da tempo il miraggio della gestione unitaria di tutte le Z.R.C., suggerisce da tempo la coraggiosa rinuncia al ricorso dell’immissione di selvaggina di allevamento da parte degli A.T.C. e continuerà a farlo in attesa che le altre Associazioni trovino il coraggio di accogliere le nostre legittime e razionali richieste.
MA NE VALE LA PENA???
Se le cose non cambiano è mia intenzione convocare i vertici dell’Associazione che rappresento e chiedere con estrema chiarezza se continuare a far parte dei Comitati di Gestione degli A.T.C.
NE VALE LA PENA!!!

Stefano Tacconi
Presidente Prov.le A.N.L.C. Perugia

Commenti

avatar Mario - perugia
0
 
 
Complimenti Stefano. Solo lei e la sua associazione avete il coraggio di dire chiaramente come stanno le cose. Sono tesserato con un'altra associazione sui cui nustro forti dubbi sull'operato. Credo sia arrivato il momento di chiamarsi fuori dalla stanza dei bottoni visto che anche l'Assessorato provinciale sembra ostacolare il "libero" arbitrio dei presidenti degli Atc umbri
B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
avatar Stefano
0
 
 
Grazie Mario, sei astuto come una "Volpe",
B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
avatar Simone - Magione
0
 
 
Il vero problema è che purtroppo la gestione in umbria, ma credo anche in altre realtà è dettata da logiche politico-commer ciali anzichè da quelle strettamente scientifico-fau nistiche. In Umbria si sono fatte Zrc in zonea prevalenza boschiva (Montelabate, S. Apollinare tanto per citarne due) dove la presenza maggiore è quella del cinghiale. Purtroppo fino a che il cinghiale sarà merce di scambio carne-voti-cacc iate nelle Zrc la situazione sarà questa. Mi auguro che il nuovo assessore provinciale di Perugia riprenda le redini in mano almeno per ciò che riguarda gestione cinghiale (settori, distretti, gestione dei prelievi all'interno delle Zrc), gestione delle Zrc e soprattutto si ritorni al vecchio calendario venatorio
B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Ottobre 2009 14:41
 

PROMOZIONE

DA SEGNALARE

IL SONDAGGIO

Attualmente non ci sono sondaggi aperti per la votazione

Previsioni meteo

Click per aprire http://www.ilmeteo.it

Google Annunci